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I Tarocchi sono un enigma che per più di mezzo millennio ha mantenuto ben celato il proprio segreto: ora è giunto il momento di rivelarlo.
Le ricerche storiche fin qui condotte hanno finalmente stabilito con certezza molte cose sulla loro origine, e questo ci sarà sicuramente utile anche se va detto che la ricerca “storica pura” non ci porterà a ricomporre completamente questo puzzle. Per farlo dovremmo affidarci sopratutto al metodo investigativo: metodo che tiene conto anche delle prove indiziarie. Per gli storici solo i documenti ufficiali possono provare o no “la storia”: ecco il difetto di una scienza che pretende l’esattezza a discapito dell’interezza. Una volta che i documenti ufficiali mancano o svaniscono o sono bruciati, come nel caso degli archivi di Milano, non c’è più storia? Inoltre, altra cosa da precisare è che, se qualcuno ha voluto celare un segreto, certamente non avrà lasciato documenti che lo rivelino. Ogni buon romanzo giallo ci insegna che chi commette un reato, magari non lascerà prove, ma qualche indizio rimane sempre. Il primo fra questi è uno schema grazie al quale finalmente riusciremo a dare un senso compiuto a quest’opera.
Essendo questo un articolo e non un trattato sui Tarocchi, farò solo una breve stesura interpretativa dello schema, quanto basta a darne un senso compiuto. Dopo di che entreremo nel vivo dell’argomento, cioè ritrovare il loro fantomatico ispiratore.
Quando vidi per la prima volta lo schema per me fu semplice interpretarne il significato, perché fa parte di un percorso iniziatico che ben conosco.
Non avevo mai studiato i Tarocchi primi, e probabilmente anche questo contribuì in modo determinate a vedere con chiarezza, senza essere falsato dai preconcetti che avrebbe sicuramente creato la lettura delle svariate opere interpretative.
Il significato globale dello schema è di analizzare il percorso di crescita dell’individuo, e spiegare le trappole in cui può cadere prima di poter realizzare se stesso.
Si dice che ognuno di noi viene al mondo con un compito, una missione da compiere, ma che solo pochi arrivino a realizzare il proprio intento.
Lo schema ci porta in questa dinamica: in principio è spirito (in termini cristiani) che vagabonda inconsapevole di se stesso (il matto), finché non concepisce di doversi realizzare (il cappello a otto simbolo dell’infinito le vesti signorili e tutti gli elementi simbolici di terra, acqua, aria e fuoco sul tavolo del Bagatto fanno pensare a una persona realizzata, piuttosto che a un ciarlatano come alcuni interpretano; una persona completamente consapevole delle proprie potenzialità).
Le quattro figure di comando ci indicano il carattere, quello che nella classificazione psicologica moderna chiameremmo: femminile-introversa, femminile-estroversa, maschile-estroverso, maschile-introverso.
Lo spirito si muove dunque condizionato dal proprio carattere prima, poi dal sentimento che lo anima. L’amore, la conquista, il senso di giustizia e la ricerca della conoscenza, questa è l’interpretazione degli amanti, il carro, la giustizia e l’eremita.
La ruota della fortuna rappresenta la sorte, ciò che muove gli avvenimenti in direzioni inaspettate.
Le terzine rappresentano quello che oggi chiameremo le tre vie di pensiero “ateo”, “religioso”, “scientifico” (ricordiamo che nei tarocchi Ferraresi stella e luna hanno nella parte sottostante delle carte astrologi o alchimisti, l’equivalente dei nostri attuali scienziati).
Nella prima terzina è rappresentato il “pensiero ateo”, si vede come nella forza sia il suo credo. L’appeso, il suo impedimento e la morte: l’evento ineluttabile e inspiegabile che sancisce la fine della vita.
La seconda rappresenta il “pensiero religioso”. La vita del credente è come l’acqua che scorre da una brocca all’altra per mano divina (Angelo o Temperanza), il suo unico compito è onorare questo dono, riconoscendo ciò che è giusto da ciò che è sbagliato nei confronti della divinità. Il Diavolo è l’angelo della punizione per chi trasgredisce al volere supremo. Per ultimo, l’accettazione del concetto che ciò che Dio crea, Dio può distruggere, è ben rappresentato dal fulmine che squarcia la torre.
Nell’ultima terzina, la Stella, rappresentata da una donna che si spoglia delle vesti e mette le ginocchia a terra riversando l’acqua dalle brocche a simboleggiare la liberazione dal pensiero dogmatico. Nello studio delle stelle l’uomo carpisce i segreti del creato, riconosce gli influssi dei pianeti e della luna e concepisce che l’esistenza è dono del sole, unico vero dispensatore di vita. Lo spirito ha realizzato se stesso e uscendo dalla tomba risveglia l’Adamo e l’Eva, a rappresentazione dell’umanità intera. Quando l’umanità intera avrà questo risveglio, il mondo sarà nella piena realizzazione di se stesso; allora non il dogma, ma la saggezza e la verità regneranno su di esso.